| SINOSSI |
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Nel
secolo scorso, intorno agli anni 40, tre giovani studenti dell’Havana
iniziano ad esplorare le grotte dell’isola di Cuba. Tra loro,
Antonio Núñez Jiménez, che diventerà il padre della speleologia cubana
e un importante artefice della scienza, della cultura ma soprattutto dei
cambiamenti sociali avvenuti nel paese dopo il trionfo della rivoluzione
castrista del 1959. All’interno
della fondazione “L’uomo e la natura”creata da Núñez incontriamo i
suoi familiari e i più stretti collaboratori, per ripercorrere attraverso
la sua vita le tappe più importanti della cultura e della rivoluzione
cubana, per scoprire, che nella giustizia sociale nell’equilibrio tra
l’uomo e la natura, tra la scienza e i bisogni dell’umanità, forse
c’è la soluzione a molti problemi del nostro pianeta. Angel
Graña, il suo braccio
destro racconta: “Núñez è nato nel 1923, prima ancora di creare la
Sociedad Espeleologica, che fondò nel 1940, cominciò a fare
esplorazioni” Lupe
Veliz, sua moglie:
“Io lo ho conosciuto quando avevo 18 anni, lui ne aveva 28 e mi sembrava
un uomo adulto, a quel età aveva fatto tanto…Siamo stati 47 anni
insieme e quando è mancato io lo ammiravo più di quando lo avevo
conosciuto” Liliana,
la figlia: “La sua famiglia gli fece credere che la sua vita sarebbe
stata molto corta, e questo lo incitò ad accelerare la sua vita” Edoardo
Queral, suo compagno
di esplorazioni: “soffrì di un grave problema articolare che lo obbligò
a stare a letto per mesi. Questo gli permise di leggere un’immensa
quantità di libri” Graña:
“Núñez scrisse questo libro sulla geografia di Cuba, dove denunciava
lo sfruttamento dei contadini cubani. E il governo di Batista distrusse
tutti i libri e Núñez fu messo in carcere”, “questo libro una
denuncia da parte della classe scientifica e degli studenti” Ercilio
Vento Canosa, attuale
presidente della Socieded Espeleologica e storico collaboratore di Nuñez:
“Questo libro parla dei problemi dei contadini, prima del trionfo
rivoluzionario” Graña:
“vediamo Fidel Castro studente di diritto e Núñez studente di
filosofia e lettere. Già all’interno dell’università, si era riunito
un nucleo di giovani con idee, non diciamo comuniste ne socialiste, bensì
con idee di libertà” Canosa:
“La Socieded Espeleologica comincia a entrare nei problemi politici
dell’epoca”, “fu assaltata, fu occupata, fu perquisita”. Queral:
“Lui deve lasciare l’Havana, stabilirsi nell’Università di
Villa Clara”, “Credo che fu imprigionato più di quaranta volte” Lupe
Velis: “Quando arriva la colonna del Che Guevara a Santa Clara,
allora lui si unisce a loro” Queral:
“Quando la colonna del Che arrivò all’Havana presero la fortezza
della Cabañas e Núñez continuava a fare l’aiutante del Comandante” Canosa:
“E la prima cosa che ha fatto la rivoluzione, è stata quella di
ridare la terra ai contadini”, “Fidel si rende conto che doveva
conoscere il territorio nazionale” Queral:
“Allora Fidel nomina Núñez, direttore esecutivo della Riforma
Agraria” Canosa:
“E Fidel diventa, in qualche modo, un geografo e diventa anche uno
speleologo, perché Núñez lo porta nelle grotte” Carlos
Aldana Vilas,
Direttore della Scuola della Socieded Espeleologica, allievo e poi
collaboratore di Núñez: “La Gran Caverna di Santo Tomas fu scoperta
nel 1955. Nel ‘59 Fidel decide, in base alle informazioni dategli da Núñez,
di creare qui due delle prime cooperative contadine”, “e vicino
all’entrata della grotta venne installata la Scuola di Speleologia” Canosa
“Il 15 gennaio 1960 Fidel è dichiarato membro di onore della Socieded
Espeleologica” Queral
“Il comandante disse che il futuro di Cuba doveva essere necessariamente
un futuro di uomini di scienza” Canosa
“Si crea così l’Accademia di scienze di Cuba, e Núñez diventa il
primo presidente”, “bisogna conoscere le grotte, perché le grotte non
sono un buco sottoterra, bensì sono il risultato dell’erosione
dell’acqua e l’acqua è tanto importante per l’essere umano che se
oggi gli uomini vanno in guerra per il petrolio, può essere che tra poco
gli uomini andranno in guerra per l’acqua” Durante
la sua vita Núñez non abbandonerà mai l’interesse per lo studio
dell’uomo nel suo ambiente naturale, quella che fu la sua prima
intuizione e che, lo porterà ad esplorare molti paesi del centro e del
sud america, ma anche le terre polari Liliana “Abbiamo fatto una spedizione, ma non siamo riusciti ad arrivare alle sorgenti del Rio Toa, siamo dovuti tornare sei mesi dopo e allora si ci siamo riusciti. Ma siamo arrivati con lui che ha camminato tutta la montagna con il malleolo fratturato. Aveva 75 anni e disse che lui avrebbe continuato.” Canosa “Io gli dico Núñez, lei si sente male e lui mi dice no, io non sto male, E io gli dico, si, come no, a me non mi può dire di no perché io sono medico. E mi disse si, però "il lamento è la prostituzione del carattere!" ” Lo
spirito umanista e latinoamericano di Núñez, lo porterà a pianificare
quella che sarà l’impresa esplorativa più importante della sua vita:
il viaggio dall’Amazzonia ai Carabi. La spedizione fu preparata nel 1987
e durò oltre un anno. Lupe:
“era
un essere umano che sempre stava creando, lottando… dunque, lui stava
morendo e pensava a una esplorazione che doveva fare sul Nilo” Nuñez
si spense nel settembre 1998. Isabelita,
la sorella racconta: “La nostra famiglia ha origini italiane, perché
papà si chiamava Antonio Núñez Fazio y sua madre si chiamava Teresa
Fazio Glisa, che nacque in Sicilia, Italia” Queral:
“Núñez diceva, quando qualcuno gli domandava qualcosa riguardo ad un
problema da risolvere. “Guarda, c’è questo problema…un problema
grave…” |